Alessandra Samonà, bimba nata due volte

REINCARNAZIONE PALERMITANA: ALESSANDRA SAMONÀ, BIMBA NATA DUE VOLTE

 

All’inizio del Novecento Palermo fu teatro di un caso singolare e misterioso di metempsicosi, che per il contesto in cui era accaduto non poteva essere definito un fenomeno di autosuggestione o di mistificazione, né liquidato frettolosamente dai commenti ironici degli increduli. La vicenda non avveniva infatti in un ambiente sociale culturalmente arretrato, facile alla credulità, o al contrario desideroso di sfruttare un abile inganno per trarne vantaggi di visibilità o economici. Al contrario, coinvolgeva due famiglie tra le più in vista di Palermo, i Monroy, di antica nobiltà, imparentata con i casati più illustri dell’epoca – Borbone, Ruffo, Torlonia- e i Samonà, anch’essi nobili per stirpe e noti nell’ambito della cultura. Le due famiglie si erano unite nel 1897 col matrimonio tra la principessa Adele Monroy di Pandolfina e il professore Carmelo Samonà.

Adele Monroy aveva trascorso la propria fanciullezza tra Napoli, Palermo, Mistretta, Lucerna e Rigi Kaltbad, in Svizzera, frequentando nel periodo della Belle époque una Palermo di straordinaria vivacità mondana e culturale, quando «i bellissimi saloni dei grandi palazzi palermitani» si aprivano a ricevimenti che accoglievano noti musicisti, scrittori, pittori, un ambiente ben delineato nel suo “Diario di una giovane principessa”.

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