23/05/1992 – 23/05/2017 Io non dimentico

23/05/1992 – 23/05/2017

IO NON DIMENTICO

“Possono ucciderci fisicamente ma non possono uccidere le nostre idee”

P. Borsellino

 

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

G. Falcone

 

Tutta la cittadinanza è invitata Martedì 23/05/2017 alle ore 11:00, in occasione del 25° anno della morte dei magistrati G. Falcone e P. Borsellino e delle loro scorte, la Pro Loco di Spadafora  intende ricordare questo avvenimento presso la P.za Vittorio Emanuele III, alla presenza delle autorità civili, militari, religiose ed istituzionali.

Il Presidente

Antonino  Miceli

“Madonne e Santi in Festa” di Giovanni Irrera

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La mostra dal titolo “Madonne e Santi in Festa” a cura di Giovanni Irrera.

Si tratta di un fotografo che ha cominciato la sua carriera negli anni ’80 e che ha iniziato il suo apprendistato in maniera tale da migliorare la sua tecnica nel captare le immagini, privilegiando gli aspetti popolari legati a diverse espressioni che riguardano le feste dei Santi e più generalmente le feste religiose. Le sue fotografie hanno ritratto la cultura siciliana legata al culto dei Santi e delle Madonne in un periodo in cui queste feste rappresentavano un primario interesse nel popolo.
Parecchi turisti accorrono appositamente per osservare, fotografare e filmare questa specie di rappresentazione teatrale tra fede e folklore. Dunque, la mostra di Giovanni Irrera privilegia opportunamente il nostro territorio; il racconto per immagini delle feste che egli propone è di straordinario interesse, dove emergono tracce indelebili della cultura popolare devozionale. Giovanni Irrera documenta ben quarantacinque feste dopo un’indagine fotografica che ha condotto tra la fine degli anni ’90 e i primi anni ’00 nell’area dei Peloritani.

Alessandra Samonà, bimba nata due volte

REINCARNAZIONE PALERMITANA: ALESSANDRA SAMONÀ, BIMBA NATA DUE VOLTE

 

All’inizio del Novecento Palermo fu teatro di un caso singolare e misterioso di metempsicosi, che per il contesto in cui era accaduto non poteva essere definito un fenomeno di autosuggestione o di mistificazione, né liquidato frettolosamente dai commenti ironici degli increduli. La vicenda non avveniva infatti in un ambiente sociale culturalmente arretrato, facile alla credulità, o al contrario desideroso di sfruttare un abile inganno per trarne vantaggi di visibilità o economici. Al contrario, coinvolgeva due famiglie tra le più in vista di Palermo, i Monroy, di antica nobiltà, imparentata con i casati più illustri dell’epoca – Borbone, Ruffo, Torlonia- e i Samonà, anch’essi nobili per stirpe e noti nell’ambito della cultura. Le due famiglie si erano unite nel 1897 col matrimonio tra la principessa Adele Monroy di Pandolfina e il professore Carmelo Samonà.

Adele Monroy aveva trascorso la propria fanciullezza tra Napoli, Palermo, Mistretta, Lucerna e Rigi Kaltbad, in Svizzera, frequentando nel periodo della Belle époque una Palermo di straordinaria vivacità mondana e culturale, quando «i bellissimi saloni dei grandi palazzi palermitani» si aprivano a ricevimenti che accoglievano noti musicisti, scrittori, pittori, un ambiente ben delineato nel suo “Diario di una giovane principessa”.

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