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Museo Delle Armi

 
 
 

Un impulso all'economia turistica della provincia di Messina può nascere dalla valorizzazione del suo ricco patrimonio storico architettonico. Se n'è discusso a Spadafora, per iniziativa della Pro Loco che col patrocinio di Comune e Provincia e d'intesa con l'Aapit, la soprintendenza, Unpli e Fidapa di Venetico (presidente Caterina Trimarchi) ha organizzato una mostra al Castello.

foto della manifestazione sulle armi antiche al castello di SpadaforaE proprio dall'antico maniero è partito il messaggio grafico nella giornata d'inaugurazione con l'annullo speciale di Poste Italiane, rappresentate dalla "madrina" Maria Scilabra, direttrice dell'ufficio postale di Spadafora.

I relatori, molto qualificati, hanno poi dato il taglio voluto dalla manifestazione con testimonianza di esperienza in chiave operativa, dopo il saluto della dottoressa Tommasina Squadrito (vicesindaco del Comune) e del dottor Piero Giacobello (presidente della Pro Loco).

Per lo studioso Pippo Pandolfo è necessario fissare tre punti fondamentali: promozione intelligente, qualità dell'offerta dei servizi, politica dei prezzi. I Castelli Peloritani, inseriti in un sistema turistico integrato, col corollario di buona cucina, folklore, artigianato, paesaggio che non ci mancano, possono intercettare flussi turistici di rilievo. Sull'esistente, da esibire in maniera intelligente, facendo cogliere le peculiarità storiche, si sono intrattenuti il prof. Bartolo Cannistrà, che ha parlato del Castello fortificato di Milazzo e l'arch. Graziella Anastasi che ha discusso la tesi di laurea sul Castello-palazzo di Spadafora.

I programmi della Soprintendenza con il "museo del brigantaggio" al Castello di Villafranca (sarà aperto il 3 giugno) con il "museo delle armi" in quello di Spadafora e la "scuola di restauro" in quello di Roccavaldina, sono stati esposti dall'arch. Nino Rotella.

All'incontro sono intervenuti anche l'ing. Giovanni Ventimiglia di Monforte, vicepresidente nazionale istituto dei castelli, i sindaci di Saponara, Salvatore Curreri e Villafranca, Pietro La Tona e il professore Matteo Aveni.

3 maggio 2003

Franco Alacqua