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Le fornaci di Zi Fronte e la fattoria di S. Martino

 
 
 

Avviata la procedura per il vincolo

Il località Zi Fronte, a San Pier Niceto, sono emerse due fornaci per laterizi, di cui si conservano in ottimo stato la camera interrata, il piano di cottura a griglia ed una piccola parte della camera superiore, e l'intero "prefurnio" (una sorta di camera posta davanti al forno vero e proprio, n.d.r.).

Dopo il restauro la fornace è stata protetta da un muro esterno, coperta con una tettoia, riempita con argilla espansa ed interrata. C'è una targa in metallo che descrive il manufatto e riporta la data del rinvenimento. Si è adottata questa soluzione - spiega l'architetto Maria Clara Martinelli, della Soprintendenza - per questioni di sicurezza, in quanto la fornace è posizionata in prossimità della linea del metanodotto. Questo ritrovamento è la testimonianza diretta della persistenza di un modello antico che ha continuato ad essere in uso fino a tempi relativamente recenti, come dimostra il rinvenimento di ceramica fine che potrebbe far ricadere l'ultima fase del suo utilizzo tra il 1600 al 1800. Anche in questo caso la Soprintendenza ha avviato la procedura per il vincolo.

Un altro sito importante è in località Grangiara, a Spadafora, che si trova sul versante meridionale di un'altura, e dove in basso scorre un torrente. Lo scavo ha messo in luce uno spesso strato con una notevole quantità di frammenti di ceramica d'impasto della facies di Malpasso, corrispondente all'Eneolitico finale siciliano. Questi materiali, che comprendono oltre la ceramica, anche un'industria litica prevalentemente su ossidiana, non sembrano riferibili ad alcuna struttura in loco, nonostante siano stati rinvenuti numerosi frammenti di intonaco, lacerti di battuto (strutture pavimentali, n.d.r.) e piccoli crolli. Questo strato copre alcune strutture di combustione utilizzate durante il Neolitico medio. In località S. Martino è stato scoperto un insediamentodi età Neolitica appartenente alle culture di Stentinello e Diana che occupava un'area in prossimità di un antico corso d'acqua.

A Venetico, su un'altura terrazzata che sovrasta la piana costiera in parte occupata da cave di argilla e da moderne industrie di laterizi, a due metri sotto il livello del piano di campagna, è stata scoperta un'area molto estesa, ricoperta da uno spesso strato di pietrame in calcare e in gesso, di piccole e medie dimensioni, misto ad evidenti tracce di frequentazione relative alla facies di Malpasso-Chiusazza. Secndo gli archeologi sono i resti di un'attività di cava.(n.a.)